Il mito dell'altrove è un tema fondamentale per la cultura occidentale. Consiste nel desiderio di raggiungere un luogo reale o immaginario lontano e diverso da quello in cui ci si trova nella speranza di trovare la felicità o comunque la liberazione dai vincoli del presente.
01/03/16
Stamattina mi sono trovata a riprendere un argomento che aveva già suscitato la mia curiosità durante la prima lettura di un libro destinato alla preparazione di un esame universitario.
Oggi, rileggendo quelle parole, una sorta di flashback ha preso avvio nella mia mente.
Andavo alle scuole elementari o forse medie, non riesco a ricordare con esattezza, azzarderei elementari ma poi mi chiedo se realmente qualche maestra fosse così audace da proporre un simile argomento a bambini così piccoli.
Comunque, un giorno, durante la lezione dedicata alla lettura e commento di gruppo, leggemmo un brano ispirato a Il treno ha fischiato.
Ricordo a fine lettura una sorta di spaesamento di fronte ad un testo sicuramente fuori dal comune. Cercavo di trovarci il significato più logico, la mia idea iniziale era quella di un treno fisicamente in movimento, in partenza dalla stazione. Praticamente, continuavo a leggere quel testo senza capire veramente cosa stessi facendo, cercando la conferma di ciò che credevo dovesse accadere.
Ebbene, in realtà quel testo non era altro che
un viaggio immaginario:
l'uomo, il protagonista del racconto, aveva semplicemente chiuso gli occhi e con la fantasia stava viaggiando...
Sì! Stava esplorando un gran numero di posti, forse mai visti in vita sua, eppure, in quel momento li stava vedendo tutti davanti a sé scorrere come la pellicola di un film, uno dopo l'altro, e dei quali forniva una descrizione dettagliata a noi, confusi lettori, forse ancora poco coscienti di cosa fosse
Sì! Stava esplorando un gran numero di posti, forse mai visti in vita sua, eppure, in quel momento li stava vedendo tutti davanti a sé scorrere come la pellicola di un film, uno dopo l'altro, e dei quali forniva una descrizione dettagliata a noi, confusi lettori, forse ancora poco coscienti di cosa fosse
l' i m m a g i n a z i o n e.
Come dicevo, già la prima volta che lessi "mito dell' altrove" fui incuriosita.
Chi mi conosce sa che sono amante dei viaggi mentali! Io "adesso", a differenza di quella volta da bambina, mi immagino spesso altrove, sull'altra sponda del fiume o in luoghi inaccessibili, o per lo più lontani dalla mia quotidianità.
Chi mi conosce sa che sono amante dei viaggi mentali! Io "adesso", a differenza di quella volta da bambina, mi immagino spesso altrove, sull'altra sponda del fiume o in luoghi inaccessibili, o per lo più lontani dalla mia quotidianità.
In questi luoghi faccio spesso incontri con gente che non esiste ( o forse esiste e io non lo so!) ma che invento, oppure con persone che non fanno più parte del mio presente e con le quali mantengo una sorta di rapporto immaginario fatto di passato mescolato a una miriade di eventi possibili ma allo stesso tempo mai realizzati.
Oggi ho la consapevolezza che a viaggiare con la fantasia molti mi hanno preceduto.
Scrittori, poeti, artisti di ogni tipo, hanno spesso sperimentato come l'immaginazione ci possa condurre tanto lontano e forse, a volte, ci possa far comprendere qualcosa sul nostro presente.
Scrittori, poeti, artisti di ogni tipo, hanno spesso sperimentato come l'immaginazione ci possa condurre tanto lontano e forse, a volte, ci possa far comprendere qualcosa sul nostro presente.
Non può che sorgere, dunque, spontanea la riflessione:
Ma la fantasia serve per sopperire alle mancanze del presente
o
semplicemente per farci illudere che non possediamo una sola vita, ma tante tra cui alla fine, nel quotidiano, dobbiamo sceglierne una?
E
ancora:
Illusione o capacità di creare ciò che ancora non c'è?
Come se potessimo, attraverso le remote capacità creative del nostro cervello, capire cosa realmente vorremmo da noi stessi.
Quali che siano le risposte, sono sempre più convinta che uno dei concetti più ricorrenti nei miei pensieri è AVERE UN POSTO NEL MONDO.
Cosa significa?
Per me sostanzialmente significa sentirmi nel posto giusto al momento giusto.
Il mio posto nel mondo è un milione di posti, in un milione di momenti diversi. Oggi qua,domani non lo so. Non ha un tempo definito e chiaramente nemmeno un luogo.
Il mio posto nel mondo è non desiderare essere da nessun'altra parte, qui ed ora.
E voi? Desiderate mai di trovarvi da un'altra parte? Perché?
_Luna_

